Una mozione davvero importante quella che abbiamo presentato come capigruppo di maggioranza in consiglio comunale, a testimonianza di una sinistra che torna ad essere presente nei luoghi di conflitto a tutela del mondo del lavoro.
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Premesso che:
- La delocalizzazione di Industriaumbria SPA (ex Fisadorelli), decisa unilateralmente dalla direzione aziendale, oltre a colpire la dignità dei lavoratori, rischia di rappresentare un colpo durissimo per il settore grafico e l’intera economia di Città di Castello e dell’Alto Tevere.
- Le rappresentanze sindacali, dopo trentadue ore di sciopero che hanno visto compatti tutti i lavoratori impiegati nell’attività aziendale, hanno ripercorso gli ultimi avvenimenti e confermato la contrarietà verso la decisione unilaterale aziendale, chiedendo, come avvenuto in occasione dell’incontro con l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, un intervento istituzionale forte, attraverso tutte le azioni necessarie a non disperdere un patrimonio di professionalità e una produzione storica per il territorio tifernate.
Considerato che:
- La chiusura delle attività lavorative presso lo stabilimento Tifernate della storica azienda, apre una profonda ferita per il tessuto economico e sociale cittadino, come dimostrato dalla larghissima solidarietà dimostrata ai lavoratori in sciopero dai numerosi delegati di altre aziende che si sono recati al presidio così come hanno fatto tanti cittadini, rappresentanti delle istituzioni e forze politiche, che hanno voluto manifestare la loro vicinanza.
- La fondamentale azione sinergica che si è realizzata tra sindacati, servizi pubblici per l’impiego ed alcune importanti realtà imprenditoriali del territorio sta portando alla ricollocazione di un numero importante di lavoratori, accompagnati anche da percorsi di reinserimento, riqualificazione professionale ed incentivazione all’assunzione stabile.
Rilevato che:
- Le istituzioni cittadine devono mettere in campo tutte le azioni possibili al fine di evitare, condannandoli, fenomeni di dumping territoriale nella nostra regione, promuovendo anche confronti istituzionali con l’ente regionale.
- La condizione di pesante isolamento infrastrutturale e di finanziamenti per lo sviluppo in cui si trovano Città di Castello e l’Altotevere rischia di provocare ulteriori fenomeni di delocalizzazione produttiva, come già avvenuto in passato con importanti aziende locali e chiama la politica e le istituzioni ad un fortissimo sforzo progettuale nella definizione di un serio progetto di sviluppo per il territorio.
Tutto ciò premesso, considerato e rilevato
IL CONSIGLIO COMUNALE DI CITTÀ DI CASTELLO
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA
- Ad intraprendere ogni percorso utile per garantire stabilità e sicurezza lavorativa ai lavoratori di Industriaumbria SPA (ex Fisadorelli) coinvolti nella vicenda, facendosi all’uopo promotori di reti sinergiche tra le itituzioni locali e regionali, i servizi per l’impiego e per lo sviluppo economico, le associazioni datoriali locali ed i rappresentanti dei lavoratori; Occorre inoltre che il processo di ricollocazione vada avanti garantendo sostegno e reimpiego anche a chi, senza nuove opportunità di impiego, dovesse decidere volontariamente di dimettersi a causa delle lunghe trasferte di lavoro, con particolare riferimento alle lavoratrici madri o impegnate in attività di cura familiare e ai soggetti con disabilità.
- A promuovere un confronto istituzionale con l’ente regionale, coinvolgendo anche le associazioni datoriali e sindacali del territorio, per ribadire la necessità di rafforzare il distretto grafico-cartotecnico esistente a Città di Castello utilizzando le risorse provenienti dal PNRR, condannando al contempo qualsiasi tentativo di dumping territoriale nella nostra regione, e stigmatizzando avventuristici tentativi di convogliare risorse pubbliche per lo sviluppo di progetti nel medesimo settore in territori regionali in cui la filiera grafico-cartotecnica non è presente in maniera rilevante nel tessuto economico sociale di riferimento.
- Ad intraprendere tutte le azioni necessarie per far uscire il territorio da un pesante isolamento infrastrutturale e di progettazione per lo sviluppo.